Scegli la tua vacanza...

  

Seguici su:     
+390836572824
Cerca la tua prenotazione
Italian Chinese (Traditional) English French German Portuguese Russian Spanish

Architettura, Musica, Cucina, Artigianato della Puglia

Il paesaggio architettonico del Salento richiama le città della Grecia per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce", senza tetto (con solaio), soprattutto in campagna. I centri storici sono caratterizzati dal  barocco leccese, un lascito spagnolo del  Plateresco, che rispetto al Barocco  del resto d'Italia si spoglia della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasforma le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti. In ciò, molta importanza ha avuto la locale " pietra leccese ", tenera e malleabile e dal caldo colore giallo rosaceo (proveniente dalle cave di Maglie). Tipica l'entità architettonico-urbanistica della  casa a corte  di origine araba, col voluto risultato di farne uno spazio di vita comune, una sorta di popolare salotto dove, nei tempi andati, molte famiglie vivevano gran parte della giornata chiacchierando, ricamando e aiutandosi nelle faccende domestiche.

Di particolare interesse antropologico sono l'ormai estinto fenomeno del  tarantismo , una forma isterica di straordinario impatto scenico, e il recupero della  pizzica, musica tradizionale ritmica che un tempo accompagnava i riti di guarigione delle tarantate, cioè delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola.

Una menzione particolare merita la tradizionale  pizzica-scherma (detta anche "danza delle spade", ballata alla festa di San Rocco  il 16 agosto a Torrepaduli ), in cui la pizzica assume ancor più chiaramente la forma di colonna sonora di uno psicodramma, di tipo maschile e "guerriero".

Negli ultimi anni il recupero della pizzica e la revisione formale del tarantismo, ormai svuotato dei suoi connotati antropologici tradizionali, si è evoluto in forme musicali contaminate e moderne assumendo dimensioni di fenomeno culturale. Tale fenomeno culmina nel famoso Festival Internazionale della “Notte della Taranta”, che esporta ormai ovunque, come segno di riconoscimento del Salento, questa forma musicale.

La Cucina pugliese è una cucina mediterranea, diversamente caratterizzata salendo da Santa Maria di Leuca verso il Gargano. Una cucina capace di stregare il visitatore in un percorso sensoriale fatto di contrasti, dai vini robusti e dal gusto fruttato all'aroma inconfondibile dell'olio d'oliva.

La  cucina salentina è caratterizzata da numerosi piatti tipici, soprattutto a base di  verdure  pesce , ed è accompagnata da famosi e pregiati vini  DOC come il  Primitivo di Manduria  o il  Negroamaro.

Fra gli alimenti più tipici si distinguono i pezzetti, uno spezzatino di carne di  cavallo  al sugo piccante, e la  pitta di patate, una pizza bassa di patate contenente una gran quantità di ingredienti vegetali, quali cipolle, rape, pomodoro. Tipico anche il pane con le olive chiamato  puccia e, per quel che riguarda la gastronomia "da passeggio", il  rustico , una sfoglia sottile cotta in forno contenente un impasto di besciamella, di mozzarella, pomodoro, pepe ed occasionalmente noce moscata. Altro alimento tipico di tutta la regione  Puglia , sono le  friseddhe o frise, ciambelle di pane biscottato fino ad una consistenza di grande durezza, realizzato spesso con grano d'orzo e tagliato a metà cottura in senso orizzontale, che va ammorbidito mediante breve immersione in acqua e quindi condita con  olio ,  sale  e  pomodoro . Diffuse anche sono le  pittule (o pettule), frittelle di forma grossolana ripiene di rape, fiori di zucca, baccalà o senza ripieno che si gustano inzuppate nel vino cotto. Molto rinomata è la pasticceria, in cui si distinguono il  pasticciotto leccese, il  fruttone, le  bocche di dama , la  pasta di mandorla, lo  spumone salentino. Degno di nota è anche il "biscotto cegliese", candidato per il riconoscimento di prodotto tipico DOP, a base di mandorle tostate.

Dolci tipici della Puglia, strettamente legati alla tradizione del Natale sono le “cartellate” e i “porcedduzzi”. Le loro origini risalirebbero all’epoca bizantina, quando usi e costumi orientali si mescolavano con la cultura e le tradizioni locali. Il nome “Kartelas”, cestino in greco, identificherebbe questo dolce semplice nella sua essenza, che amalgama la bontà dell’olio di oliva della Puglia con il profumo orientaleggiante della cannella. Nella tradizione pugliese le fasce con cui si formano le cartellate simboleggiano le fasce che avvolgono Gesù Bambino, mentre i porcedduzzi sono dei dadini di pasta dolce fritti e ricoperti di miele e farciti con mandorle o noci.

L' agricoltura  rimane una delle voci principali dell'economia salentina grazie alla produzione di  olio d'oliva  e di  vino. La coltivazione dell'olivo e quindi la produzione dell'olio, ha una tradizione antichissima ed ebbe sicuramente come centro di origine il  Mediterraneo. A portare l'olivo nel Salento furono, probabilmente, i navigatori  Fenici.

Le tradizioni più importanti dell'artigianato sono l'antica e celebrata lavorazione della  cartapesta  leccese (famosi i "pupi" per il presepe), la  terracotta  nella realizzazione dei caratteristici fischietti (in particolare nel  Leccese ), campanelle e folletti, e con i quataràri (costruttori di recipienti in terracotta); la  ceramica (i cui maggiori centri di produzione sono a  Cutrofiano  e  Grottaglie ); la lavorazione del  ferro battuto con cui si producevano anche i noti balconcini bombati dei palazzi; il  ricamo ; la lavorazione artistica del  vetro ; la lavorazione del  legno ; la lavorazione artistica del rame .

 

Ricette Pugliesi.

Frisella, Pomodoro e basilico.

Ingredienti:

4 friselle, 4 pomodori, basilico, olio, sale.

Una preparazione tipicamente estiva, ma che anche nei mesi freddi può aprire un pranzo o addirittura sostituirlo se non c'è tempo: il risultato è quello di una pizza croccantissima, a crudo.

Le friselle sono un prodotto d'origine pugliese, ma ora molto diffuse. Si potrebbero anche fare in casa, ma richiedono più di un minimo di perizia. In questa idea economica partiamo da un buon prodotto pronto per salvare tempo.

Preparazione:

La frisella pronta deve solo essere immersa nell'acqua, non clorata, a temperatura ambiente. Il tempo è a piacere: da pochi secondi a un minuto, secondo quanto l'ami bagnata.

Taglia i pomodori a pezzettoni deponili sull'anello di pane. Strappa a mano le foglioline di basilico e disponile. Olio buono pugliese, sale, e il piatto è finito. Si spezza con la forchetta si mangia con le mani.

 

Fave Ianche cu lu pane frittu (fave bianche con il pane fritto)

Ingredienti:

500 grammi di fave, 1 o 2 patate, 1 foglia di alloro, pane raffermo e olio.

Preparazione:

Le fave di buona qualità se si disfano durante la cottura diventano una crema. Nel passato le fave venivano cotte nelle pignate di terracotta e venivano chiamate: "la carne dei poveri" per l'alto contenuto proteico.

Bisogna, mettere le fave a bagno con in acqua e sale e farle bollire. Intanto che l’acqua bolle, sbucciare le patate, appena l’acqua bolle cambiarla con altra calda e aggiungere le patate sbucciate e una foglia di alloro fino a rendere il brodo cremoso. A parte friggere i quadratini di pane e servirli con le fave condendo con olio fresco.

Questo piatto si può arricchire servendolo con cicorie lesse, peperoncini fritti, melanzane sott'olio, cipolla affettata.

 

Cavatelli con le cozze

Ingredienti:

- 200 g di cavatelli
- 500 g di cozze
- rucola e pomodorini
- sale, pepe e aglio
-
olio extravergine d’oliva pugliese
- prezzemolo e peperoncino

Preparazione:

Pulite e lavate accuratamente le cozze eliminando anche l’eventuale barbetta dal guscio. Apritele sul fuoco adagiandole in un padella dove avrete messo un filo di olio, un po’ d’acqua, prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio e un pizzico di sale. Cucinate la pasta che avrete cura di scolare al dente. Saltatela immediatamente nella padella con le cozze aggiungendo pepe, peperoncino, la rucola e i pomodorini lavati e tagliati a pezzettini. Aspettate un paio di minuti in modo da amalgamare i sapori e servite in tavola ben caldo.

N.B. : dopo aver aperto le cozze nella padella potreste eliminare i gusci lasciandone semmai qualcuno come decorazione nei piatti.

 

Ciceri e tria

Ingredienti:

300 gr. di tria ( pasta tipica leccese ), 250 gr. di ceci

2 gambi di sedano, 3 foglie di alloro, sale

1 cipolla bianca, olio extravergine di oliva.         

Preparazione

La sera prima lasciate a bagno i ceci  con un pizzico di bicarbonato. Il giorno dopo, dopo averli sciacquati, fateli cuocere a fuoco lento in un pentola coperti completamente di acqua in cui avrete messo le foglie di alloro e che avrete regolato di sale. Fate cuocere in abbondante acqua, in cui avrete aggiunto i gambi di sedano e regolato di sale,  solo 250 grammi di tria: il resto della pasta, invece, dovete friggerla in olio fino a che diventa di color ambra, scolatela e quindi tenetela da parte. In un capiente tegame fate soffriggere della cipolla tritata finemente (attenti a non bruciarla, si deve solo imbiondire ), unite la pasta fritta, la pasta bollita che avrete appena scolato e la zuppa di ceci. Mescolate bene il tutto, attendete un paio di minuti e servite ben caldo. A piacere spolverate con del prezzemolo tritato.

 

Tajeddha di riso

Ingredienti:

700 g di cozze

450 g di patate

400 g di pomodorini

200 g di riso parboiled

2 cipolle

2 cucchiai di prezzemolo tritato

4 cucchiai di pecorino grattugiato

4 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Sale, pepe

Preparazione:

1) Lavate le cozze, raschiatele e 

privatele del filamento che fuoriesce; sistematele in una casseruola, copritele e  lasciatele aprire sul fuoco a fiamma

alta; scolatele, eliminate le valve vuote e conservate il liquido di cottura.

2) Sbucciate le patate, lavatele, 

tagliatele a fette spesse e disponetene meta in una teglia unta d'olio formando uno strato compatto; salatele

leggermente, pepatele e conditele con pecorino, cipolla ad anelli, prezzemolo tritato,  pomodorini a spicchi e olio. 

Formate uno strato con il riso, disponetevi sopra le cozze, affondandole un poco,  cospargete con gli stessi 

ingredienti, coprite con le patate rimaste e completate con il resto dei condimenti. 

3) Versate il liquido delle cozze

filtrato e l'acqua necessaria per coprire a filo la preparazione e cuocete in forno a 180? per circa 40 minuti. Servite

la tajeddha calda o tiepida.

 

Orecchiette con cime di rapa

Ingredienti:

500 gr di orecchiette fresche

700 gr di di cime di rapa

2 spicchi di aglio

1 pizzico di peperoncino (facoltativo)

2 filetti di acciughe sott’olio

olio exra vergine di oliva (q.b.)

Preparazione:

Puliamo le cime eliminando le foglie esterne più dure e separiamo le foglie più morbide dalle cime.

Mettiamo l’acqua sul fuoco e inseriamo le foglie che cuoceranno prima in quanto più dure. Non appena in ebolizione aggiungiamo il sale, la pasta e le cimette di rapa.

Nel frattempo prepariamo il soffritto quindi in una padella mettiamo l’olio extra vergine di oliva l’aglio intero (che potremo togliere in un secondo momento) e le acciughe e toglaimo dal fuoco.

Non appena cotta la pasta la scoliamo e la versiamo nella padella, mescoliamo bene aggiiungiamo un filo di olio e serviamo.

 

Parmigiana di melanzane

Ingredienti per 4 persone:

1 Kg. di melanzane, 500 gr di passata di pomodoro, 4/5 uova, 400 gr. di mozzarella (treccia) o scamorza, farina, formaggio grattugiato, olio, basilico, cipolla, sale q.b.

Preparazione:

Togliere la buccia dalle melanzane e tagliarle a fette alquanto sottili; farle asciugare in uno scolapasta e poi infarinarle. Intanto sbattere le uova con un pizzico di sale, passare le melanzane infarinate e subito dopo friggerle in abbondante olio d’oliva. Soffriggere in un tegame la cipolla con l’olio e, appena imbiondita, versare la passata di pomodoro; far cuocere il sugo per circa trenta minuti e aggiungere un mazzetto di basilico. Mettere in un tegame da forno un mestolo di salsa e fare un primo strato di melanzane, mozzarella tagliata a fette o a dadini, formaggio grattugiato e cospargere il tutto con la passata di pomodoro. Continuare fino a completamento degli ingredienti. Terminare con un velo di formaggio e cospargere il sugo. Passare in forno per circa 190° per trenta minuti.

 

Le Pettole

Ingredienti  (dosi per 4 persone)

500 gr di farina

50 gr di lievito

12 gr di sale

300 ml di acqua tiepida

abbondante olio per la frittura

Preparazione:

Impastate in una pentola di creta con un cucchiaio di legno la farina, il lievito, il sale e l’ acqua tiepida. Lavorate per bene la massa fino al momento in cui, seppur ancora lenta, si staccherà dalla pentola.

Lasciatela lievitare finchè non vedrete apparire sulla superficie della massa le bolle.

A questo punto riempite una padella del diametro di con un’abbondante quantità di olio e mettetela a riscaldare sul fuoco.

Dopo, con un cucchiaino bagnato all’acqua strappate dalla massa dei piccoli pezzi di pasta, inseritevi all’interno acciughe o baccalà e metteteli a cuocere nell’olio bollente, nel quale assumeranno la forma di pallottole deformi, leggere e soffici.

Estraetele con uno stecchino dalla padella e poggiatele su della carta da cucina per far assorbire l’olio in eccesso e servitele calde.

 

fonte:Wikipedia

Ciao, noi usiamo i cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. 
Navigando sul nostro sito accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Per maggiori informazioni