In Puglia esiste una piccola zona in cui è possibile sentire una parlata simile al greco: è la Grecìa Salentina. Più esattamente è quella parte del Salento formata da undici comuni in cui si parla un dialetto chiamato Griko.
La questione sulla nascita del Griko è ancora oggetto di discussioni. C’è chi pensa che sia un’evoluzione dell’antica lingua parlata dai coloni greci, chi invece nasca dalle migrazioni medievali dei bizantini tra il V e l’XI secolo.
Quest’isola linguistica vicino Lecce conserva e rinnova ancora usi e costumi molto antichi, tramandati di generazione in generazione grazie a eventi e manifestazioni che attirano migliaia di persone.
Cosa vedere nella Grecìa Salentina
La Grecìa salentina ha tanto da offrire. Senza dubbio il centro culturale su cui si focalizza di più l’attenzione dei turisti, degli appassionati di musica e dei media è Melpignano. Una volta l’anno durante la famosa Notte della Taranta, evento in cui risuonano le melodie della pizzica salentina, decine di migliaia di persone si riversano tra le strade e le piazze. Tra le più apprezzate c’è di sicuro piazza San Giorgio, racchiusa ai lati dalla omonima chiesa di San Giorgio, dalla Torre dell'Orologio e dai portici che servivano per il mercato.
Altro luogo da visitare per i suoi edifici è Corigliano d’Otranto. In questa località sono presenti tanti gioielli architettonici: dalla chiesa di San Nicola, al cui interno è presente il mosaico dell’Albero della Vita, alla Torre dell’Orologio, passando per il Castello dei Monti, una struttura medievale che risente degli influssi della dominazione aragonese senza però tradire l’incredibile anima barocca del Salento.
A qualche chilometro di distanza da Corigliano d’Otranto, nasce invece Soleto, cittadina di origine messapica. Da quasi 400 anni si erge nel paese, imponente e slanciata la Guglia di Raimondello, costruita per mostrare l’influenza e la ricchezza della contea di Soleto e di Raimondo Orsini Del Balzo. Inoltre, tra le vie del paese, sorge la Chiesa di Santo Stefano; dal XIV secolo custodisce l’affresco di origine bizantina del Giudizio Universale.
Altri comuni della Grecìa Salentina
Calimera conserva nel suo nome l’animo profondamente ellenico. Infatti fino agli inizi del novecento il Griko era l’unica lingua parlata. Ci si può fermare qui per visitare la cappella della Chiesa di San Vito il cui pavimento ingloba un megalite.
Tra i comuni più conosciuti della Grecìa salentina c’è Martano. La leggenda narra che Martano sia stata fondata da un centurione romano di nome Marzio. In realtà alcuni monumenti megalitici come la Specchia dei mori o il Menhir del Teofilo fanno pensare che le origini del comune pugliese risalgano addirittura a un’epoca preistorica. Martano è nota anche come città dei merletti, grazie alla tradizione artigianale che va avanti da secoli. Chi ha modo di addentrarsi tra le vie del paese, potrà ammirare gli esempi barocchi della Chiesa Madre dell'Assunta e il Palazzo Andrichi-Moschettini oppure la Cappella del Carmine e la Cappella dell’Immacolata.
Infine, Sternatia, in griko Chòra, è il paese in cui il dialetto ellenofono è ancora parlato dalla maggior parte degli abitanti. Il patrimonio storico-architettonico mostra costruzioni sia civili che religiose: la Chiesa della SS. Maria Assunta e gli affreschi di Palazzo Granafei sono gli esempi più importanti.
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