
Sant'Oronzo è un santo molto amato in tutto il Salento, da Ostuni ad Acaya, da Campi Salentina fino a Lecce dove il santo è patrono (assieme a San Giusto ed a San Fortunato) e viene celebrato il 26 agosto.
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Cenni sul santo
Le notizie su Sant'Oronzo sono alquanto frammentarie: si chiamava Publio e, assieme allo zio Fortunato, incontrò il naufrago Giusto, discepolo di San Paolo, e con esso la conversione al cristianesimo.
D’allora cominciò un'opera di evangelizzazione e si dice fu investito dallo stesso San Paolo come vescovo non solo di Lecce ma dell'intera Japigia (attuale Puglia). Trovò la morte per decapitazione insieme a Giusto e Fortunato, durante le persecuzioni dei cristiani da parte di Nerone.
L'amore dei leccesi per Sant'Oronzo nasce dai racconti secondo i quali grazie all'intercessione del santo la città salentina fu risparmiata dalla peste: proprio per celebrare questo miracolo fu eretta la colonna di Sant'Oronzo, svettante nell'omonima piazza leccese e dono, alquanto discusso, dei brindisini.
Che la festa cominci
L'intera città si anima per festeggiare il loro patrono, con tanto di eventi liturgici ma anche laici. Si comincia il 24 agosto dal Duomo di Lecce: alla presenza di fedeli, autorità politiche e confraternite religiose parte la processione che però riguarda anche gli altri due santi patroni, Giusto e Fortunato; le vie del borgo storico sono cariche di atmosfera allo sfilare delle statue tra le note della banda, tra litanie, spettacolari luminarie e soprattutto i fuochi d'artificio sullo sfondo, che celebrano il santo patrono dal primo all'ultimo giorno di festa.
È proprio la mezzanotte del 26 uno dei momenti più attesi, quando lo spettacolo pirotecnico più bello illuminerà la città salentina dando un arrivederci ai festeggiamenti dell'anno a venire.
Ogni anno durante i festeggiamenti di Sant'Oronzo vengono pubblicati giornaletti satirici che si burlano dei personaggi più o meno noti della società, tra i quali "La Carrozza" e la "Santu Ronzu Nesciu".
Non si può dimenticare la "Fiera del Bestiame" che si svolge la mattina del 26 agosto in un tripudio di prodotti tipici e rigorosamente artigianali a disposizione di fedeli e visitatori, ed il Luna Park per la gioia dei più piccoli allestito proprio nei pressi dello "Stadio di Via del Mare".
Le leccornie della festa
Durante i tre giorni di festa ogni vicolo di Lecce si accende con le spettacolari luminarie e con i colori delle bancarelle di prodotti tipici di questa bella terra. E a proposito di leccornie, molti sono i piatti tradizionali legati alle celebrazioni del santo: dallo "scapece", cioè pescetti marinati e fritti, alla "melanzanata" a base di carne e melanzane fino ad arrivare al leggendario "caddrhuzzu", cioè il gallo ruspante di primo canto. Si racconta infatti che Oronzo, per festeggiare la carica di vescovo conferitagli da San Paolo, abbia tirato il collo al gallo come gesto simbolico in memoria della profezia del Cristo sul rinnegamento di Pietro al canto del gallo.
I pagani legano la tradizione di mangiare il galletto a riti propiziatori per scongiurare carestie o più semplicemente all'usanza di mangiare cibi sontuosi almeno nel giorno di festa del santo patrono.


