Fagioli "dall'occhio nero": antichi sapori del Salento

fagolo nero

Il Salento è sicuramente una delle mete turistiche più belle dell'Italia, famoso per i suoi paesaggi mozzafiato, per le bellissime località turistiche e per i suoi meravigliosi paesini.

Tra i tanti aspetti che rendono il Salento meraviglioso e affascinante, ci sono anche le importanti ed antiche tradizioni enogastronomiche, che si evincono in una serie di piatti dal sapore unico.

Tra le tante pietanze tipiche e i vari alimenti prodotti in loco, vi sono anche gli ottimi fagioli "dall'occhio nero", una tipologia di legume ricca di proteine e gustosa.

Fagioli "dall'occhio nero": cosa bisogna sapere

Quando si parla di questo particolare tipo di legume, si fa riferimento ad un alimento naturale che era, secondo alcune fonti storiche, già noto al tempo dei Romani. Si tratta di un legume molto caro ai salentini, che è sempre stato un alimento alla portata anche delle fasce sociali meno abbienti. Questo tipo di fagiolo appartiene al genere Dalichos, d'origine afro-asiatica e si è sempre caratterizzato soprattutto per una macchia nera sul lato, dalla forma simile quasi ad un occhio umano.

A determinare la progressiva scomparsa di questo tipo di legume è stata la perdita di importanza economica che questo ha gradualmente avuto in tempi antichi, tanto da portare i contadini a continuare la coltivazione di solo poche varietà per consumo familiare o per il mercato locale.

Tuttavia, al giorno d’oggi è ancora diffuso il consumo di questo legume allo stato fresco, noto come “fagiolino mangiatutto”, che si caratterizza dalla forma sottile e lunga, e dal colore verde. Da una zona all'altra sarà possibile gustare fagioli di diverso sapore e anche di differente spessore.

Tendenzialmente, il fagiolo con l’occhio viene cotto nella classica pignatta – “pignata” in dialetto locale – di terracotta. Prima della cottura, essi generalmente sono messi a bagno, in acqua con sale, la sera prima così da farli ammorbidire. La cottura dovrà avvenire per un tempo anche abbastanza lungo, che può arrivare a cinque ore. La cosa a cui bisogna fare attenzione è la distanza dalla fiamma: la pignatta, infatti, non dovrà essere collocata troppo vicino al fuoco.

Una delle ricette tipiche a base di questa variante molto gustosa di fagioli è quella che prevede la presenza degli “spunzali”, nome salentino con cui si indica lo scalogno. Questi vengono conditi assieme a pomodori e foglie d'alloro, in modo che diano vita ad un piatto saporito.

Nelle trattorie tipiche del Salento si potrà gustare questo piatto secondo la ricetta tradizionale, così come ci si potrà godere un piatto di fagiolini mangiatutto, che sono comunque un piatto di successo del Salento, proposti nel minestrone, come condimento di pasta o semplicemente bolliti, da consumare come contorno. Chi vuole immergersi a pieno nelle tradizioni salentine non potrà perdersi l'assaggio di queste pietanze.

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